Il Coro Garibaldi d’Assalto, la cui denominazione rimanda alle Brigate partigiane della Toscana,

III Camicia Rossa Oberdan Chiesa e XXXIII Guido Boscaglia, ma che ovviamente richiama ben note memorie risorgimentali, è stato fondato, nel novembre 2012 presso il Centro Sociale Chico Malo,

per diffondere la conoscenza del canto popolare e sociale.

 

Il canto sociale costituisce un settore di quello popolare, e la formazione del Coro è stata preceduta da conversazioni tutt’altro che cattedratiche sui contenuti e sulle tecniche musicali di alcune canzoni di lavoro, di protesta,

di rivendicazione, di lotta. I versi dei canti sociali veicolano aspettative, desideri, ideali, anche utopie,

tutto un patrimonio culturale, che è giusto mantenere vivo e arricchire:“nelle parole delle canzoni

sono nascoste storie, gesti di una quotidianità che sembra persa e invece non lo è”.

 

Il lavoro di recupero culturale, che il Coro Garibaldi porta avanti da cinque anni, si colloca nell’ambito delle ricerche, sulla tradizione orale e non solo, attuate nel secolo scorso da importanti studiosi come Gianni Bosio, Roberto Leydi, Cesare Bermani. Da questa impostazione di studio il Coro Garibaldi ha costruito un repertorio ampio e articolato che è possibile schematizzare così: Canti risorgimentali; Canti anarchici e socialisti; Canti relativi alla Emigrazione italiana nelle Americhe; Canti pacifisti, antimilitaristi, disfattisti sulla I Guerra Mondiale; Canti della Resistenza

contro il Nazifascismo non solo italiani. È riservata un’attenzione particolare al territorio livornese,

infatti uno dei testi più antichi del repertorio è E’ semo livornesi, risalente alla fine del XVIII secolo.


Il Coro, conosciuto per i suoi concerti in città, all’interno e all’esterno della Toscana, è impegnato anche

in un lavoro di sistematica contestualizzazione storica, di comunicazione socio-politica, di ricerca musicale

e linguistica. Attento alla dimensione relazionale e formativa delle proprie iniziative, il Coro propone il proprio contributo culturale alle scuole, alla cittadinanza nelle sue più varie componenti, non volendo trascurare, altresì,

la componente vitalistica, il piacere più immediato del canto, la sua potenzialità di aggregazione e di comunicazione.

©DéCircus Livorno 2019
 

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